Filles de la croix

Argentina Ritorna in tutte le regioni

Nelle nuove realtà di frontiera
Dec 4, 2020

La realtà del Covid 19 è stato un evento mondiale attraverso cui, ciascuno di noi, in un modo o in un altro, è stato interpellato. Abbiamo cercato il Signore in questa realtà per non perdere la speranza o per essere preparati prima dell’apocalisse che sembrava stesse arrivando davanti a noi. E in mezzo a questa realtà, il Signore risponde, interviene nella storia, e ci accorda la sua pace.

  • Dio è Vita e non ci lascia soli.

Il Signore viene, e lui è il “Dio della Vita” e non il “Dio della morte”, non resta sordo né alle richieste di aiuto (Es 3, 7), né di fronte alla nostra disperazione in mezzo alla tempesta (Gb 38, 1). Ha pietà e viene verso la nostra fragilità (Gv 1, 9) per donarci vita (Gv 11, 25).

E Dio che è vita ci convoca e ci invia per dare vita ed essere luce là dove siamo. Questo invito è stato vissuto in modo molto forte all’interno delle comunità cristiane specialmente in tempo di pandemia, e anche da numerosi uomini e donne di buona volontà, e li ha condotti a cominciare o ad accompagnare diverse iniziative solidali, pour essere vicini ai piccoli e ai poveri di oggi che sono sempre più numerosi.

In Argentina, è nato un piccolo gruppo che si è rafforzato davanti a questa realtà di sofferenza dei poveri. Il dono ricevuto da Giovanna Elisabetta e Andrea Uberto sembra manifestarsi in modi nuovi e con la creatività dello Spirito.

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In diretta con Suor Claudia Sandez
Nov 7, 2020

Dato che siamo nel mese missionario - anche se sta già finendo - ci siamo collegate con Suor Claudia, che si trova a Ouagadougou, (Burkina Faso, Africa), attraverso Instagram in diretta.

 Approfittando della tecnologia, abbiamo ridotto le distanze fisiche, anche se con qualche problema perché, nonostante avessimo iniziato ascoltando le due Suore, in seguito si è potuta ascoltare solo suor Claudia. Ad ogni modo, era lei che volevamo ascoltare e, domande e/o commenti, fatti dalle persone che la stavano ascoltando in diretta.

 In effetti stiamo iniziando ad utilizzare questi mezzi e, dopo un po' di tempo passato con questo problema, la riunione è stata interrotta, per riprenderla in seguito sperando in una soluzione, come è avvenuto alla fine.

 Alla fine, tra i due video, siamo stati con lei per poco più di un'ora e mezza, in un'atmosfera molto familiare, con un gran numero di messaggi che giungevano al centro del dialogo.

Ci ha parlato della sua chiamata alla vita religiosa, di come ha contattato le Figlie della Croce, della situazione di Ouagadougou, delle religioni presenti lì... e di molte altre cose che non voglio elencare, perché sicuramente dimenticherò qualcosa.

Dopo questo incontro pieno di testimonianze, le abbiamo comunicato che forse, più tardi, avremmo potuto avere un'altra opportunità, per entrare in contatto con lei.

 Grazie mille, Suor Claudia, per la tua risposta all'appello e per averci avvicinato alla realtà di Ouagadougou.

1ª Intervista:  clicca qui

2º Intervista: clicca qui

Anche tra le pentole sta Il Signore
Oct 19, 2020

Oggi, giorno di Santa Teresa di Gesù, mi fa ricordare questa sua frase così popolare: «Il Signore cammina tra le pentole».

Automaticamente mi viene la «pentola», -se si può chiamare così- che abbiamo in casa.

Sono passati sette mesi da quando in Argentina, il paese si è paralizzato a causa del covid 19. Ora non è più così chiuso come prima, ma comunque, per spostarsi in un altro comune è necessario un permesso.

In mezzo a questa situazione, dove c'erano persone che vivevano già in un'economia molto vulnerabile, con un lavoro "non ufficiale", raccogliendo cartone...  quello che questa situazione ha fatto è stato danneggiarla molto di più.

In ogni caso, non possiamo dimenticare i segni dell'Amore di Dio che si manifestano, in modo particolare, in situazioni di difficoltà, dolore e sofferenza.

Nel quartiere di Reysol di Zárate, conosciamo persone che hanno iniziato a fare la pentola popolare, per condividere il cibo con le persone che ne hanno più bisogno. Quando viene preparato il cibo, le persone vanno con un recipiente e viene dato loro una certa quantità, tenendo conto del numero di persone che fanno parte di quella famiglia. In seguito, suor Isabel, con altre persone della Cappella della Medaglia, si è impegnata a preparare il cibo ogni due settimane. Hanno incontrato alcune persone che volevano aiutare anche loro in questo progetto e, attualmente, si prepara il cibo ogni sabato.

Inoltre, è stata creata una specie di gruppo, dove sono i diversi luoghi del quartiere in cui si dà cibo o merende, cercando di aiutare le persone più svantaggiate. In questo modo, la pentola popolare viene fatta tre giorni alla settimana e una merenda.

Ci sono persone che contribuiscono finanziariamente e con alimenti. In alcuni posti dove si comprano verdure, pane, ecc., danno una parte del cibo gratuitamente, perché conoscono la nostra finalità. Abbiamo una pentola molto grande, anche questa donata.

Il sabato è il giorno in cui Isabel, con le persone della Cappella della Medaglia e altre, preparano il pasto. Poi lo portano nel quartiere e danno da mangiare a poco più di cento persone.

Ciò che a volte è difficile è la costanza, perché quello che all'inizio doveva essere di quindici giorni ed è stato prolungato a un mese... oggi sono già sette mesi. Alcune persone, per varie circostanze, non hanno potuto aiutare in momenti precisi o hanno smesso di aiutare, ma sono state coinvolte nuove persone.

Tornando alla frase di Santa Teresa di Gesù, confermo che anche tra le pentole sta il Signore. Come è scritto in Mt 25, 35: «…Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare».

Il nostro desiderio è che arrivi il più presto possibile il momento in cui ci sarà un vaccino per il covit 19 e che si possa tornare a una "vita normale", se queste persone l'hanno mai conosciuta.

Celebrazione di Santa Giovanna Elisabetta
Sep 18, 2020

In Argentina le parrocchie sono ancora chiuse a causa del Covid19, ma nulla ci ha impedito di festeggiare in modo particolare il ricordo della nostra Fondatrice.

Considerando che la data del 26 sarebbe stata più complicata, per l'impegno nella scuola - anche se le lezioni non si svolgono in presenza -, e visto che le persone continuano a lavorare, abbiamo deciso di celebrare la festa alla domenica. Ma come?

Noi, Famiglia Figlie della Croce - Suore e Laici - ci siamo attivate per mettere in luce pubblicamente un aspetto, una parola o un fatto della vita di Santa Giovanna Elisabetta che ha per noi maggior significato. Allo stesso modo, gli insegnanti e gli alunni delle scuole Sagrada Familia di La Plata e di Zárate hanno realizzato diversi video in cui hanno condiviso qualcosa di Santa Giovanna Elisabetta. La loro creatività e le loro esperienze sono state immortalate in video bellissimi e motivanti che hanno preparato per una trasmissione in diretta.

.Inoltre, stiamo approfittando della tecnologia che abbatte le distanze essendo, oggi, un mezzo di comunicazione e di evangelizzazione. L'idea di suor Gabriela era quella di condividere diversi aspetti della vita della nostra Fondatrice, facendo sì che anche lei si inserisse nella nostra vita attuale. Questa «condivisione» è stata realizzata su Instagram e Facebook.

Suor Gabriela ha animato l’incontro che è durato solamente un’ora, perché il programma si è chiuso automaticamente. È vero che, a quel punto, potevamo iniziare subito un altro video in diretta - e che alla fine abbiamo fatto - anche se non era questa la prima intenzione. Il est vrai que, à ce moment-là, nous pouvions commencer une autre vidéo en direct - et que, au final, nous l’avons fait - même si ce n'était pas la première intention.

Durante la prima ora, Célia Montani ci ha parlato dei " cammini della vita ", delle grandi ricerche e delle sofferenze della Fondatrice e delle nostre nell’oggi.

La coppia, Francisco García e Ana María Palo, hanno attualizzato le frasi "Prendo sul serio il mio battesimo" e "Abbracciati dalla Buona Suora" (i bambini orfani, la cancerosa, le suore, i poveri, i malati..., i crocifissi di oggi).

La nostra Suor Karina ha parlato della storia ai tempi della Fondatrice e di ciò che farebbe oggi, nella situazione in cui viviamo in questo momento.

Fernanda Ferreyra ha animato questo tempo con una canzone tra i diversi relatori e ... l'ora è passata, ma mancava una sorpresa!!!

In seguito è iniziato un altro video. Lì suor Susana ci ha parlato dalla Grande Cappella di La Puye e abbiamo potuto vedere la cassa dove è posta Santa Giovanna Elisabetta. È stata una sorpresa per noi!

Non possiamo concludere questo articolo senza ricordare come la gente ci ha ringraziato per questo incontro. Infatti, questo ci incoraggia a continuare ad approfittare di questi mezzi di comunicazione, per continuare a condividere la nostra fede, la nostra testimonianza, il nostro carisma, il nostro modo di insegnare e di guarire, facendo ogni genere di opere buone là dove ci troviamo.

Se volete vedere questo incontro, potete farlo seguendo questi link:

La quarantena in Argentina
Apr 2, 2020

Le suore in Argentina stavano praticamente iniziando i corsi scolastici e parrocchiali quando si proclamò l’inizio della quarantena, dopo aver visto quello che era successo in Italia e in Spagna. È stato un momento che nessuno si aspettava.

Noi della Comunità di Luján stiamo vivendo questo tempo come un momento di grazia, avendo più tempo per la preghiera, la riflessione, l'incontro tra di noi e il riposo.

Ma d'altra parte, sentire le notizie della situazione vissuta da altri, causa sofferenza e incertezza. È anche una preoccupazione non sapere come stanno i poveri che conosciamo, se hanno cibo da mangiare, se le loro esigenze di base sono coperte, in quanto non tutti hanno i mezzi di comunicazione per collegarsi con loro. Proviamo un forte senso di impotenza. Anche se condividiamo con alcuni casi in situazione di bisogno.

A livello parrocchiale, il parroco ha suggerito la possibilità di produrre del materiale per i bambini della catechesi, che può essere condiviso attraverso i media online, ma vediamo la difficoltà che non tutti hanno accesso a questi media.

Le Sorelle Gabriela e Karina, ognuna dalla propria comunità, hanno dovuto preparare il contenuto delle materie che insegnano, in modo da poterlo condividere con i rispettivi studenti via Internet. Questa è una nuova sfida. Allo stesso tempo ci rendiamo conto di come questi mezzi di comunicazione abbattono le  “frontiere fisiche " e ci aiutano a superare alcune difficoltà in questo momento.

Le ragazze che si trovano nel nostro CAMPUS (Residenza per studentesse universitarie) a La Plata, hanno chiesto alle Suore di esporre il Santissimo, e lo fanno ogni giorno nel pomeriggio.

Poiché non potremo celebrare il Triduo Pasquale nelle nostre parrocchie, essendo in quarantena, Karina sta incoraggiando i giovani che conosciamo, ad unirsi in un gruppo WhatsApp, per vivere questi giorni in modo diverso. Il desiderio non è che sia un gruppo numeroso, in modo da poterli accompagnare meglio.

 Suor Albina, dalla casa di riposo per anziani in cui si trova, ci ha inviato un messaggio condividendo alcune fotografie e un messaggio. E come tutte le persone, trasmettendoci il desiderio che questa situazione finisca al più presto.

 Il bello è che, detto tra noi, in alcuni momenti viviamo incontri "insieme", nonostante le grandi distanze.

 Nella nostra preghiera abbiamo presenti tutte le persone che soffrono per questa causa e, in modo speciale, le persone di La Puye.

 

Fratelli e sorelle dei poveri
Mar 11, 2020

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché hai nascosto queste cose ai sapienti
e le hai rivelate ai piccoli». Lc 10, 21

 

Dal 15 al 16 febbraio 2020, si è tenuto a Luján, Buenos Aires, il primo dei quattro ritiri annuali per donne offerto dalla fondazione “Saracho”. Partecipare a questa esperienza ci ha permesso di approfondire una realtà della nostra amata Argentina: quella di tante donne semplici e molto umili, che giorno dopo giorno affrontano la sfida della vita nella città e nei quartieri molto umili, con le loro gioie e le loro pene.

I poveri nella loro realtà quotidiana cercano di vivere, e in molti casi di sopravvivere. Nel lavoro del “cartonero” che fatica a vivere e a portare a casa il pane per la tavola, nell'atto e nel desiderio di impegno di superare le difficoltà di una madre di finire gli studi per avere un lavoro regolare (per avere uno stipendio), nella generosa condivisione della nonna in pensione con i nipoti, sapendo che non arriveranno a fine mese... ognuno di loro vive sapendo che "Dio provvederà", perché hanno interiorizzato e fatto propria questa preghiera ed è per questo che la dicono ogni giorno con totale fiducia. Questa esperienza diventa una forza vitale che li lancia nella lotta quotidiana per la vita. Ed è proprio in questo atto di cercare di vivere che essi cercano misteriosamente di essere più uniti al Dio della Vita che cammina con loro. I poveri sanno che se vivono è per pura grazia, perché Dio è con loro e viene in loro aiuto, è l'unico che non fallisce. E molto legato a questa fiducia cieca è anche l'amore di Maria, la madre dei poveri.

I poveri vivono anche una forte esperienza della croce, non hanno bisogno di cercarla perché la vita che vivono è spesso piena di croci che vengono da sole. Padre Tello capisce che "l'umiliazione della nostra povera gente, noi non la vediamo, perché siamo molto in alto, molto diversi; non vediamo come li umiliamo e li limitiamo. E la gente della nostra terra accetta questa umiliazione, questa limitazione; ecco cos'è la croce.

Possiamo allora dire che i poveri hanno un'esperienza di Dio, come vita e forza o lotta da superare, che riconoscono la Madonna come una buona madre che si prende cura di loro, li guida e li accompagna, e che per la grazia di Dio e l'amore di Maria possono portare la croce dell'umiliazione e della privazione di molti bisogni primari.

Per questo motivo, gli undici ritiri per uomini e donne offerti dalla Fondazione "Saracho" durante tutto l'anno, cercano di essere un momento di oasi per i poveri, un tempo speciale per uscire dalla routine, per portare la croce quotidiana e per andare all' incontro di Gesù e Maria.

Il ritiro delle donne è stato animato da una vera e propria équipe di donne, uomini e giovani, venuti da luoghi diversi per offrire e condividere con le donne e i loro figli. Una équipe che ha lavorato "con un cuore e un'anima sola" (At 4,32) per dare con gioia il meglio di ciascuno e ciò che hanno per i poveri.

Questi incontri hanno lo scopo di offrire alle donne di quartiere un tempo per se stesse e per i loro figli, affinché possano trovare un po' di pace e gioire della vita, per sentirsi assistite e amate dalla comunità. L'atmosfera di semplicità e fraternità li aiuta ad incontrare nuove persone e a dimenticare un po' i problemi quotidiani.

Circa 75 donne e circa 150 bambini hanno partecipato al ritiro. Provenivano da diversi quartieri, borghi e insediamenti di Monte Grande, Quilmes e Maquinista Sabio. Sono venuti a Lujan per trascorrere qualche giorno all'aperto e con le loro famiglie; per la prima volta molti di loro hanno potuto visitare la Basilica di Nostra Signora di Lujan; alcuni hanno chiesto di essere battezzati e di fare la prima comunione per ricevere il dono della grazia di Dio e per continuare la vita, che per molti è tanto difficile, ma ora con una forza speciale che viene da Lui.

Per concludere vorrei sottolineare una grande sorpresa e gioia: scoprire che queste donne vivono fortemente l'essere madri, madri non solo per DARE vita ma per CURARLA. Sono donne che, fin dall'infanzia, si prendono cura della vita dei più piccoli e, quando sono più grandi, di tutti i bambini del gruppo; si prendono cura della vita come meglio possono, cercando di fare del loro meglio, a volte in modo brusco, altre volte con qualche grido, ma sempre cercando di proteggere i più fragili. Sembra che il Signore abbia benedetto tutte loro con la grazia della gioia e della pace, e a noi ha aperto nuovamente il cuore e le orecchie per riconoscere che il regno continua a crescere, nella semplicità ma con una forza di vita che ci raggiunge soprattutto attraverso i piccoli e i poveri di oggi.  

Suor Karina, Figlia della Croce,

 

Cappella Medaglia di Boulogne
Dec 20, 2019

Il 27 novembre 2019, abbiamo celebrato la festa di Nostra Signora della Medaglia Miracolosa nella piccola cappella del quartiere "El Ombu" di Boulogne. (Argentina).

Quando siamo arrivati nel quartiere, abbiamo trovato un'atmosfera di festa, dove tutti avevano cercato di mettere i loro doni al servizio dell'evento: alcuni preparavano striscioni e palloncini per decorare, altri il palco e gli strumenti per la musica. Si sentiva nell’ambiente la gioia per la nostra festa e, in verità, ci siamo sentiti comunità, come una grande famiglia.

Quando tutto era pronto, arrivò il momento della processione. Erano presenti il nostro caro Vescovo Monsignor Ojea, i sacerdoti teatini, la gente del quartiere e della nostra parrocchia, senza dimenticare le Figlie della Croce.

Siamo partiti dalla nostra Piccola Cappella con l'immagine della Vergine della Medaglia Miracolosa, e ci venne incontro l'immagine della Vergine del Fiume Bianco e Paypaya, venerata a Jujuy e particolarmente amata dalla gente semplice dei quartieri vicini. Abbiamo attraversato le strade animando la processione con musica, preghiere e applausi…

Il Vescovo procedeva benedicendo tutte le persone che andavano verso di lui. È stata una vera festa popolare!

Poi abbiamo avuto una bella Messa con molta partecipazione dei laici; un coro giovanile molto dinamico e gioioso ha animato la celebrazione e abbiamo anche goduto di una delicata danza nella presentazione delle offerte.

L'evento importante di questa celebrazione è stato "l'invio" dei laici, che durante tutto l'anno si sono preparati per continuare la missione pastorale delle suore nella Cappellina. Il Vescovo impose le mani su ciascuno di loro perché la forza e la gioia dello Spirito Santo li accompagni in questo compito, e consegnò loro una croce e una piccola Madonna come segno di questo impegno. È stato un momento commovente.

Alla fine si ringraziarono il Vescovo, i Padri Teatini, il Sindaco e i membri delle diverse comunità per la loro partecipazione alla celebrazione e per l'affetto dimostrato. Le suore hanno incoraggiato i laici "inviati" a continuare il loro compito con generosità, dando particolare attenzione a coloro ne hanno più bisogno, i prediletti di Gesù, e seguendo il suo esempio per avvicinarsi a loro con affetto, semplicità e rispetto.

Le Figlie della Croce che sono passate nelle comunità di Santa Rosa, Cristo Operaio e Medaglia Miracolosa, ringraziano per la semplicità, la generosità e l'apertura di cuore che la gente del quartiere ha sempre dimostrato durante i nove anni di presenza a Boulogne. Hanno ricevuto molto affetto e sono state sempre molto ben accolte.

Fedeli al carisma e alla missione di essere vicine ai piccoli e ai poveri di oggi, le suore hanno cercato di essere sorelle di tutti e di tutte. Oggi sono inviate a svolgere la loro missione pastorale in altri luoghi, ma continuano a chiedere allo Spirito di guidarle in questo cammino e che la Vergine Miracolosa le protegga sempre.

Lettera di Claudia (Burkina)
Jun 11, 2019

Figlia della Croce - 11 giugno 2019

Carissime sorelle e carissimi amici,

Il tempo dello Spirito si avvicina, la Chiesa presto celebrerà Pentecoste e, nella gioia di questa attesa, condivido con voi la vita e la missione in Burkina.

Ormai è passato più di un anno dal mio arrivo in Burkina. Con molto entusiasmo, ho cercato di integrarmi nella vita pastorale e sociale. Ogni giorno, si presenta la necessità di apprendere nuove conoscenze… una cultura, una lingua, uno stile di Vita Religiosa e tante altre cose. Rendo grazie al Signore per le persone che ha messo sul mio cammino per aiutarmi a comprendere e ad apprendere. Il cammino è lungo, ma noi andiamo avanti camminando.

In questo periodo, ho avuto a possibilità di condividere tempi di ritiro, di incontri fraterni, tempi di accompagnamento personale, di ascolto, di legami di amicizia semplici, lavoro svolto insieme con giovani e adulti di diversi gruppi della parrocchia. E con ciascuno di loro, ho imparato a scoprire la ricchezza di questa cultura. Sono stata ben accolta, curata e accompagnata da tutti, in un modo o in un altro. Questo fa parte fa parte delle caratteristiche di vita di questa città.

Ogni giorno, scopro anche una Chiesa dinamica, piena di vita, con tutta la forza di una evangelizzazione giovane. Nella nostra parrocchia, durante la Veglia Pasquale, abbiamo celebrato 207 battesimi di adulti, dopo tre anni di preparazione, e 103 battesimi nel giorno dell’Ascensione. Gli incontri di formazione, le celebrazioni, i pellegrinaggi, la preghiera del rosario, i tempi di fraternità e gli scambi con la nostra Comunità di Base, si susseguono e danno vita. La gente si impegna in una vita di fede. E la vita religiosa ha un bel posto.

Gli imprevisti e le sorprese non mancano mai!!! Una volta, a mezzogiorno, qualcuno ha suonato alla porta e quando siamo andate ad aprire, abbiamo scoperto una trentina di bambini dai 6 ai 9 anni. Ritornavano da scuola e passavano a salutare le suore… Passando volevano sapere se avevamo delle caramelle!!! Quel giorno faceva molto caldo, allora dopo aver preso un po’ d’acqua e mangiato delle caramelle, hanno continuato la loro strada verso casa. Una bella sorpresa e con tutta la semplicità dei bambini.

Un’altra sorpresa l’abbiamo ricevuta il primo aprile ed è stato un regalo molto originale: un riccio! Una persona vicina alla comunità l’ha trovato nel suo cortile ed è venuta ad offrircelo in segno di simpatia. È la prima volta che riceviamo un dono di questo genere. Mi piace molto!

Da febbraio, ho potuto riservare del tempo all’apprendimento della lingua locale. All’ombra di un manghié che ci protegge e con altri adulti, imparo il moré. Il mio accento è terribile ma dicono che in 2 o 3 anni, riuscirò a parlare perfettamente… Credo che me lo dicano per incoraggiarmi! In ogni caso, è uno spazio in cui ci divertiamo apprendendo ed è anche un luogo di incontro che apprezzo molto.

L’anno scolastico sta terminando, numerose attività sono già chiuse e lasciano il gusto della fraternità. Ed è così che con piacere attendiamo che il nuovo anno ricominci per poterci incontrare di nuovo. Per il momento però, aspettiamo la pioggia con impazienza (perchè la temperatura si abbassi un po’; ormai è da 8 o 9 mesi che non piove più), per poter cominciare a seminare. La gente vive di ciò che può raccogliere in questo periodo. Spero che, uest’anno, la raccolta sia buona perché tutti abbiano di che mangiare.

Queste sono alcune esperienze di vita quotidiana, semplici che mi rendono profondamente felice perché ciascuna, a modo suo, parla della presenza di Dio, fedele e discreto. Questo ci invita a donarci nei piccoli gesti quotidiani. Rendo grazie a Dio per la mia missione qui. Possa Egli continuare ad accompagnarci e a prendere cura di noi. E possano i nostri fondatori continuare ad indicarci come agire. Pregate molto per questo paese e per la pace qui.

 

In comunione con voi, vi abbraccio!

Suor Claudia