Filles de la croix

Spagna Ritorna in tutte le regioni

La comunità di Villabona
May 4, 2021
  

Condividere in poche righe la storia e lo spirito della comunità di Villabona che ha iniziato il suo cammino nel 1904, è un po' difficile da fare - per non dire impossibile - ma lo faccio per rispetto per tutte le suore che si sono dedicate in questo comune e per tutte le persone che si sono fidate - e si fidano - di loro. Con l'intenzione di far crescere il nostro spirito di famiglia attraverso la conoscenza - reciproca, se possibile - ecco questo testo.

Il primo dettaglio importante è che nel 1903, in Francia, era vietato alle congregazioni religiose insegnare. Per questo motivo, molte congregazioni sono partite per stabilirsi in altri paesi e le nostre suore di Francia sono state inviate in diversi paesi.

Nel 1904, più di venti comunità furono aperte in piccole città della Spagna. In questo contesto, la città di Amasa ha richiesto la presenza delle Suore di Ustaritz perché desiderava assicurare un'educazione cattolica ai bambini e ai giovani.

Anche il sindaco di Villabona chiese un'altra comunità di Figlie della Croce per l'insegnamento, in fondo al villaggio, dando loro la propria casa per dodici anni fino a quando fu costruita la scuola di San José. È stato un ottimo gesto da parte sua. Quindi ci sono due comunità educative in AMASA VILLABONA che si trovano in uno stesso comune.

Con il passare del tempo, la missione delle suore si aprì, poiché il consiglio comunale chiese loro una comunità che si occupasse dell'ex asilo di Villabona. Hanno iniziato la loro presenza lì il 14 febbraio 1948 con Suor Josefina e Suor Pilar Ángeles.

Negli anni '60, ci fu molta immigrazione nella zona; molte persone vennero a lavorare nell'industria cartaria, tessile e metallurgica, che erano le industrie della città. Per questo motivo, la città crebbe e, di conseguenza, c'erano molti bambini e la scuola divenne troppo piccola. Di fronte a questa situazione, le Suore abbandonarono le loro stanze, la sala di comunità, la cappella e tutta la casa per ingrandire le aule e acquistarono l'appartamento nel 1969 affinché la comunità potesse avere un luogo per dormire mentre passava la giornata a scuola, ed è in questo appartamento che si trova l'attuale comunità.

Nel 1973, la legge sull'istruzione di Vilar Palasí estese gli anni di istruzione obbligatoria a 16 anni e poiché non c'erano possibilità nella scuola per mancanza di spazio, Di fronte a questa situazione, e poiché nelle grandi città c'era anche molta immigrazione e le scuole di Errenteria, Zumárraga e Bilbao furono ampliate, le comunità dei piccoli paesi furono toccate dalla chiusura per la mancanza di bambini e di spazi e perché il personale era necessario in questi centri ampliati.

A Villabona c'era una scuola parrocchiale che offriva il baccalaureato ai bambini.

Se ne approfittò per creare un'educazione mista tra le ragazze della nostra scuola, i bambini del centro parrocchiale e un piccolo asilo che stava nascendo anch'esso, e tra i tre si formò l'IKASTOLA del SACRO CUORE DI GESU' a carico della parrocchia. E ha assorbito anche le suore che erano quattro nell'Ikastola. L'ultima ad andare in pensione è stata Suor Justa nel settembre 2004.

Proprio nel settembre 2004, abbiamo celebrato il centenario delle Figlie della Croce ad AMASA-VILLABONA con la presenza di numerose sorelle che avevano dedicato la loro vita a questo servizio alle persone.

In molti altri comuni dove eravamo in piccole scuole, anche queste dovettero essere chiuse e in questo modo si perse la presenza delle Figlie della Croce. Ma a Villabona hanno continuato a rimanere per la loro missione nella residenza, dove le nostre suore erano state fino al 2004.

Da quell'anno, le suore, oltre alla loro presenza religiosa, sono state coinvolte nella Pastorale della salute, con il gruppo parrocchiale che visita le due case di riposo per l'accompagnamento spirituale dei residenti e la cura di quelli che lo desiderano e che restano nel loro domicilio. Erano anche coinvolte nella parrocchia con la liturgia e come ministri straordinari dell'Eucaristia.

Dopo un intervallo di un anno e mezzo senza la presenza delle suore, la comunità è ancora viva con Jone, Maria Rosario e Inma. Erano solite visitare le persone nelle due case di riposo, ma ora, con il covid 19, non possono farlo. Oggi continuano a visitare le famiglie, ma con minor frequenza.

Maria Rosario fa parte del gruppo Caritas, dove si incontra ogni due settimane. Ci sono molte persone provenienti dalla Nigeria, dal Marocco e dal Sahara. Li aiutano soprattutto nella documentazione e nella gestione burocratica, perché sono in stretto contatto con l'assistente sociale e il consiglio provinciale di Gipuzkoa.

Inma è nel «Nagusi Iaun», che è un gruppo di attenzione al cittadino e nel quale è presente da molti anni.

E Jone è nella «Fraternità Molante», e rende presente la Congregazione in mezzo ai laici, per formare insieme la Famiglia Figlie della Croce.

Ma soprattutto, la missione principale di questa comunità è la presenza della Vita Consacrata - in modo più concreto, la presenza delle Figlie della Croce - tra la gente.

Grazie perché vi aprite ogni giorno all'azione dello Spirito che vi parla attraverso la realtà di Villabona.

Amaia Muñoz

Un nuovo Marsyllis nel ventunesimo secolo
May 4, 2021
  

Sono passati 224 anni da quando, nel 1797, i nostri fondatori Santa Giovanna Elisabetta e Sant’Andrea Uberto si sono incontrati nel fienile dei Marsyllis. Era un'epoca travagliata, un'epoca di persecuzione, di ricerca delle radici profonde della fede, momento di abbracciare la Croce, simbolo della Vita. Era un periodo di tenebre in cui la Luce è emersa, nelle continue resurrezioni che sono evidenti in tutta la storia.

224 anni più tardi, l’incontro ai Marsyllis continua a interpellarci in maniera diretta: il valore dell'umiltà, un atteggiamento proteso all'incontro, il cammino di convergenza, cercare e ricevere il Nutrimento per essere nutrimento per gli altri, In breve, l'immagine dei Marsyllis ci invita oggi a tornare a ciò che è importante, all' essenziale, al nucleo, alla fonte: incontrarsi per incontrare Colui che è e sarà sempre "la Via, la Verità e la Vita".

Questo fienile e quello che vi è accaduto possono insegnarci e guarirci oggi.

Oggi costruiamo, viviamo, godiamo di un nuovo Marsyllis, alla luce del Vangelo e del Carisma: l'incontro e la convergenza della vocazione religiosa e della vocazione laica nella Famiglia Figlie della Croce, una realtà sempre in costruzione, che traspira gioia e speranza, e che richiede occhi, braccia, mente e cuore ben aperti per essere docili allo Spirito Santo.

Ricordo ancora una certa domenica della primavera del 2017, quando ricevetti la chiamata della Superiora Generale, Susana Felice, che mi invitava a partecipare a un nuovo gruppo di lavoro: il Comitato Internazionale Laici Suore (CILS). Non ho avuto dubbi e ho risposto con convinzione: "SÍ". Ben presto la Superiora Provinciale, Asun Arbonies (che riposi in pace), m’invitava ad una celebrazione di invio con le Suore d'Egiluze, casa regionale. In comunità, suore e laici. Laici e suore. («Perché siano uno,» Gv17, 22). Una nuova tappa, un tempo di speranza! Mettiamoci al lavoro!

Il primo incontro in presenza (faccia a faccia) del CILS ha avuto luogo nel luglio 2017, nella comunità di Rue de Sèvres a Parigi. Qui ho incontrato i membri della nostra équipe: Florence Davost (FR), Pietro Biavaschi (IT) e Suor Marie-Paul Dossat. Siamo stati accompagnati dal Consiglio generale e accolti, con semplicità e affetto, dalle suore della comunità.

In questo primo incontro abbiamo stabilito la nostra "Mappa del cammino" e la via da seguire per la costruzione della Famiglia Figlie della Croce. Questo incontro ha avuto anche il significato di una nuova Marsyllis! Nel 2018 abbiamo avuto un incontro a Parigi, e nel 2019 a Chiavenna.

La visione della nostra équipe era orientata verso l'Assemblea Laici-Suore, che avrebbe dovuto svolgersi a La Puye nell'estate del 2020, con l'obiettivo di elaborare un Libro di Vita. Tuttavia, la pandemia del coronavirus ha cambiato tutti i progetti: un tempo nuovo, buio, che ci offre anche l'opportunità di risparmiare tempo, rafforzare e approfondire il lavoro attraverso diversi incontri a distanza, in vista dell’Assemblea che, la situazione lo permetterà, avrà luogo in agosto 2021. Un tempo di adattamento. Passaggio dalle difficoltà alle opportunità.

Dal 2017 a oggi, e su invito del CILS, diversi gruppi, laici e suore, abbiamo riflettuto, meditato, approfondito e scoperto ciò che ci unisce: il Vangelo e il Carisma dei nostri fondatori. Il Vangelo e il Carisma creano legami e ponti in seno ai gruppi e alle comunità, ma anche fra paesi e anche fra Stati e vocazioni (religiose e laici). Dei cuori individuali che formano un solo grande Cuore.

Durante gli anni 2017-2018 ci siamo concentrati sulla PREGHIERA: che cos'è, come è, come ci aiuta, a che cosa ci chiama? In che cosa e come la preghiera di Gesù ci insegna e ci guarisce? In che cosa e come ci insegnano e ci guariscono le preghiere di Sant’Andrea Uberto e Santa Giovanna Elisabetta? Quale forma e quale valore hanno le nostre preghiere quotidiane?

Durante il percorso seguente, 2018-2019, abbiamo avuto l’occasione di scoprire che è una FAMIGLIA SPIRITUALE a partire dalla vocazione personale di ciascuno di noi. Perché desideriamo costruire una famiglia spiritule? Quali caratteristiche dovrà avere? Che cosa ci unisce? A che cosa ci chiama Gesù personalmente e in quanto Famiglia?

Il terzo tema sul quale abbiamo lavorato, nel 2019-2020 è stato quello della MISSIONE: Che cosa ci insegna Gesù della sua missione? Che esempio ci ha dato la missione realizzata da suor Maria Laura? Qual è la nostra missione personale? Qual è la missione della Famiglia Figlie della Croce?

Nello stesso tempo, abbiamo avuto l’opportunità di riflettere, in modo individuale, sulla nostra RISPOSTA PERSONALE a questo progetto di vita: Come ho voluto appartenere alla Famiglia Figlie della Croce? Di che cosa avrei avuto bisogno per vivere questa appartenenza? Che cosa mi aiuterebbe a viverla?

Questo cammino la facciamo tutti, insieme, superando le distanze, le culture, le lingue, la pandemia… In confinamento completo, noi équipe del CILS abbiamo lavorato diversi documenti ricevuti, e abbiamo costatato la profondità dei contributi, delle riflessioni e dei sentimenti; come una sete di continuare a camminare insieme. Unione nella diversità! Una grande gioia! Ora gruppi e comunità abbiamo l’occasione e il dono di poter lavorare, assaporare, riflettere sul documento di lavoro dato ai delegati dei diversi paesi.

Nel 1797 o nel 2021, tempo buio, brilla la Luce come ai Marsyllis.

In questo tempo di pandemia, in cui l’incontro, l’unione, la relazione e la prossimità sono talmente diminuiti, possiamo dire chiaramente e a voce alta:

La Famiglia Figlie della Croce vive un nuovo Marsyllis!

Lander Ugartemendia

La Comunità della Valle di Karrantza
Dec 13, 2020
  

Attualmente, nella Valle di Karrantza, le Suore vivono in un appartamento, ma all’inizio questa comunità viveva nella casa parrocchiale in risposta ad una chiamata del Vescovo.

Mariví Vadillo, Consuelo Izquierdo e María Luisa Izura, accompagnavano il parroco nelle quattordici parrocchie sparse, se non sbaglio, in questa valle.

È importante tenere presente che questa è una zona rurale, una valle con le sue montagne, dove è necessaria una macchina per potersi spostare. La mancanza del mezzo di trasporto rende difficile realizzare la missione, a causa delle distanze tra le diverse parrocchie.

Le Suore avevano un incontro settimanale per organizzare i diversi impegni che una parrocchia può avere: celebrazioni, catechesi, Caritas… Ogni quindici giorni partecipano a un incontro territoriale con i sacerdoti della zona.

Poiché era impossibile celebrare l'Eucaristia in tutte le parrocchie della valle, si alternavano e le suore si impegnavano ad animare la Celebrazione della Parola in alcune parrocchie dove il parroco non poteva farlo.

Qualche anno dopo, arrivò Angelita Baztán in questa comunità. Come lei dice, gli impegni erano già ben organizzati e la sua prima missione fu quella di portare in macchina le suore nei loro luoghi di missione.

Più tardi, Maria Luisa Izura andò a far parte della comunità di Irún per problemi di salute.

Fu un tempo di lavoro pastorale intenso vissuto con gioia, ma dopo sedici anni, nell’organizzazione parrocchiale ci fu un cambiamento e le Suore andarono a vivere in un appartamento per svolgere una diversa missione.

Qualche tempo dopo, Consuelo Izquierdo fu trasferita a Limpias, dopo la morte di Teresa López e, nonostante le distanze, formano un'unica comunità, condividendo alcuni incontri e riflessioni, celebrando insieme date speciali sia quelle della fede, le feste, sia quelle della vita: i compleanni. Condividono la stessa missione, anche se a contatto con persone diverse.

In Karrantza, fino a poco tempo fa, Marivi ha continuato ad animare la Celebrazione della Parola. Le visite alla gente si fanno ancora in modo informale: l'"impegno dell'ascolto", così importante anche se spesso non ne siamo consapevoli.

Ci rendiamo conto del loro valore solo quando ci manca la gente con cui poter parlare, o dopo aver vissuto l'esperienza di parlare con persone di fiducia che trasmettono empatia, amore...

Concludo ringraziando Mariví e Angelita, e ricordando anche Isabel e Consuelo, di cui abbiamo già condiviso la testimonianza nel primo Bollettino, e che fanno parte della nostra attuale comunità, nonostante la distanza.

Continuate a trasmettere il messaggio evangelico, prima di tutto per quello che siete, testimoniando la gioia di vivere con Dio e per Lui, nella semplicità della vostra vita.

Strada Sor Nativida
Jul 2, 2020
  

Il Comune di Fuenmayor (La Rioja-Spagna) con il consenso dei tre gruppi politici rappresentati in plenaria, ha proposto di dedicare una strada locale a una persona che per più di 60 anni ha svolto un importante lavoro a Fuenmayor.

La prossima settimana, il sindaco di Fuenmayor firmerà la delibera che dichiara che una delle nuove strade della città si chiamerà "Calle de Sor Natividad".

Suor Natividad arrivò alla scuola delle Figlie della Croce a Fuenmayor nel 1954 e vi rimase per ben 64 anni fino a quando, nel 2018, quando aveva già molti anni e in precarie condizioni di salute, fu trasferita nella casa provinciale della congregazione a Irun dove morì poco dopo, all'età di 97 anni.

Durante tutti questi anni si è dedicata all'educazione di generazioni di bambini e bambine, lasciando un ricordo indelebile della sua personalità.

Si dedicò anche a molte altre attività, visitando i malati e le persone anziane, dedicandosi alla catechesi, aiutando il parroco nella chiesa e tutti coloro che avevano bisogno di lei a Fuenmayor. "Ho amato molto Fuenmayor e tutti quanti. Per me è stata la mia gente e la mia vita. Non so come ringraziare questa popolazione che ho amato così tanto" ha detto nel suo saluto.

Ora sono le persone che vogliono ricordare il suo lavoro e perpetuare la sua memoria dedicandole una strada accanto alla scuola dell’infanzia affinché i bambini, la sua grande passione per tutta la vita, non dimentichino mai una persona che ha insegnato tanto ai loro genitori e ai loro nonni.

Speriamo che mettano in atto questa decisione con la nuova strada.

Le Suore di Fuenmayor

 

Siamo vulnerabili
Mar 28, 2020
  

A Madrid siamo nell'occhio del ciclone di questa terribile pandemia di cui forse, inconsciamente, abbiamo pensato che ci saremmo liberati perché sapevamo di avere un eccellente sistema sanitario e che il virus non era più letale di un'influenza, ma questo è il momento della verità e vediamo che le infezioni crescono a un ritmo esponenziale, che i decessi si moltiplicano... che il sistema sanitario sta colando a picco e sentiamo la nostra vulnerabilità.

Lo stato di allarme ci ha fatto rimanere rinchiusi/e... Come Lazzaro, ognuno/a di noi è morto, e sepolto nelle case, abbiamo cominciato a sentire che il nostro amico Gesù è lontano... Non sarà piuttosto che le nostre comodità, la nostra arroganza, ci hanno fatto voltare le spalle a Lui? Non l'abbiamo visto negli ultimi, nei poveri, nei prigionieri, nei senza tetto, nelle persone senza lavoro, senza risorse... Ci siamo preoccupati per ciò che è nostro, della nostra sicurezza, dei nostri piccoli problemi e delle nostre difficoltà, trascurando l'essenziale.

Questa situazione ci costringe a toccare con mano la nostra vulnerabilità e a dare valore a ciò che conta davvero, a constatare che tutti abbiamo bisogno l'uno dell'altro...

Europa, l’orgogliosa Europa, che stava perdendo i suoi valori, sta cominciando a rendersi conto che navighiamo tutti sulla stessa barca, che il pianeta Terra è davvero un villaggio globale e che non si possono porre barriere al nostro campo...

Ci è stato detto in molti modi che siamo in un cambio di epoca piuttosto che in un'epoca di cambio, e forse questo virus viene a insegnarci qualcosa di ciò che significa questo cambio di epoca.

E come dice Koldo Aldai: "Spero che tutta questa crisi rappresenti uno sparti-acque che impone il "prima e dopo", la frattura con tutto ciò che è obsoleto o che è la stessa cosa, il vecchio, il separato, il non solidale... L'errore più grande sarebbe quello di non approfittare di questa preziosa crisi per fare un grande salto nella nostra coscienza collettiva... che le distanze non cadano; che dopo aver vissuto la triste separazione, i muri più solidi non crollino; che i confini di ogni genere non scompaiano”.

Stiamo vivendo la quarantena in Quaresima (ci sarà una ragione). Il confinamento ci invita al raccoglimento, al silenzio e anche se non abbandoniamo ogni attività, infatti seguiamo, per quanto possibile, la vita quotidiana in casa e, per telefono, cerchiamo di occuparci di chi ha bisogno di noi, di chi non possiamo occuparci con la presenza personale, ma possiamo ascoltarli, incoraggiarli e mostrare loro dove possono procurarsi cibo o prodotti essenziali per i loro bisogni primari… possiamo dedicare più tempo alla preghiera e alla lettura e capire che siamo privilegiati perché, a livello materiale, non ci manca nulla, perché abbiamo sorelle, persone che ci amano e si prendono cura di noi… e soprattutto, perché sappiamo che il nostro DIO è AMORE e VITA che è diventato uno di noi e che è RISORTO.

Poiché speriamo che anche questo passerà e torneremo alla normalità che non vogliamo che sia la normalità della guerra in Siria, né dei campi di rifugiati, né delle barche che si affondano nel Mediterraneo… Che non sia la normalità in un mondo ingiusto, dove tanti muoiono di fame mentre altri sprecano.

Che questa crisi siano i dolori del parto che portano
alla nascita di un nuovo mondo... Allora potremo dire:
CHE TU SIA BENVENUTA!

 

S. Maite Heredia, Hijas de la Cruz 

 

Incontri di Famiglia
Jan 29, 2020
  

Alla fine del 2019, si è tenuto a Egiluze un nuovo incontro della Fraternità Molante. Un incontro di Famiglia, con momenti di lavoro e di ilarità. Il sabato mattina il deserto ci ha offerto tempo per la riflessione e la meditazione, nel pomeriggio i compiti proposti dal Comitato Internazionale dei Laici ci hanno tenuto concentrati.

Con momenti di preghiera, sia il venerdì che il sabato sera, l'incontro è stato molto arricchente per tutti. Naturalmente, non è mancato il tempo delle risate, come è consuetudine dopo la preghiera del sabato sera, e questo perché il buon umore ci aiuta ad affrontare le complicazioni della routine quotidiana. Quanto è importante mantenere il buon umore!

 Percorrere questa strada insieme, come famiglia e con la Famiglia Figlie della Croce. Superare le sfide aiutandoci a vicenda è una grande cosa e un motivo per celebrare, non c'è dubbio! Andiamo avanti e facciamoci coraggio!

Comunità di Fuenmayor (La Rioja)
Jan 29, 2020
  

Siamo venuti in questo angolo di La Rioja, per conoscere la comunità delle Figlie della Croce e per assaggiare la sua gastronomia. Approfittando del giorno festivo, abbiamo iniziato con l'Eucaristia in parrocchia, poi abbiamo continuato con il pranzo, per finire a metà pomeriggio con il dialogo con le suore. Di seguito vi consegniamo le loro parole, la loro esperienza, i loro aneddoti... Speriamo che vi piaccia!

 

Presentazione delle suore.

 Elena Martín. È in questa comunità dal 2012.

 Esperanza Lasanta. Anche lei dal 2012.

 Villar del Guayo. Fu dal 1967 al 1975 e ora dal 2012.

Felisa García. È arrivata da poco, 2019.

 

 

Quando sono arrivate le Figlie della Croce a Fuenmayor?

 Nel 1917

 

Quale missione avevano allora?

 Petra Fernández Bobadilla chiese una comunità religiosa nel villaggio, per insegnare ai bambini la religione. La casa attuale apparteneva a questa signora e lei l'ha donata alle sorelle in modo che potessero iniziare il loro compito di insegnare ai bambini.

 

Che evoluzione ha avuto la comunità?

 A poco a poco la scuola si è ampliata, alla fine degli anni '40 c'era la scuola e dei laboratori di cucito. Le lezioni erano impartite fino all'età di 14 anni e le classi erano composte da bambini di età diverse. Quando le autorità chiesero che le classi fossero divise per corsi ed età, non ci fu la possibilità di continuare, da un lato la mancanza di suore e dall'altro la carenza di alunni portò alla chiusura della scuola. Sono andati avanti di nuovo come scuola materna.

 

Qual è la missione oggi?

 “Volontariato” “Facciamo di tutto” … Ci dicono le suore…

 “Nella parrocchia, aprire e chiudere le porte, partecipare alla liturgia, quando c'è una festa, esporre le immagini, le candele, la celebrazione della parola quando non c'è il sacerdote, ecc.” Ci dice Elena.

 Inoltre, da 25 anni, c'è un laboratorio di cucito che prepara i vestiti per le missioni, in Africa, Argentina… Le suore si occupano di confezionare gli abiti con più di 30 persone del villaggio che lavorano a questo bellissimo progetto.

 Un altro impegno oggi è nella Caritas, in cui partecipano attivamente a corsi di alfabetizzazione per stranieri e a un laboratorio di cucito per insegnare a cucire.

 

Com'è la popolazione? Come vi sentite qui?

 “La gente è molto accogliente e non fanno alcuna distinzione con le suore, sono molto vicini” Sono molto a loro agio con le persone. La gente riconosce il grande lavoro delle suore, che rispetto ad altri villaggi, qui si notava l'esistenza di una scuola e una migliore formazione dei bambini. Si sentono accolte molto bene. Il centenario fu una grande festa per tutto il popolo.

 

Questa è l'unica comunità delle Figlie della Croce a La Rioja e la diocesi sta rafforzando una missione in quel luogo … Come lo vivete? Avete partecipato a questa missione? La vedete come qualcosa di positivo?

 “Sì, è la Missione Euntes” È il terzo anno e il tema è: la tua vita è missione.

 Alla domanda su come la vivono, ci dicono che sono le uniche a lavorare il materiale che viene loro dato negli incontri, vedono una partecipazione molto scarsa. È certamente un bene che ci siano queste iniziative, ma con così poca partecipazione diventa difficile andare avanti. Inoltre si chiede loro come attirare i giovani verso la chiesa. I giovani scompaiono dall'ambito ecclesiale, è complicato...

 

Come vedete il futuro?

 “Continueremo a fare ciò che possiamo” “Rafforzare le relazioni far di noi, fare famiglia nella comunità” Che cosa direste a un giovane che sta alla ricerca di Dio? “Che si innamori di Cristo” “Quello che fanno in una ONG è quello che ha fatto Gesù” “Venite e lo vedrete” “Si attira di più con l’esempio che con discorsi”

 “Facciamo di tutto”

 

(Scritto e Foto grafia: Bixen Vergara)

50° ANNIVERSARIO DELLA PARROCCHIA DI NOSTRA SIGNORA DI BEGOÑA IN SESTAO
Dec 3, 2019
  

L'11 ottobre, festa di Nostra Signora di Begoña, sono stati celebrati a Sestao i 50 anni di vita parrocchiale, nella Chiesa nata come cappella delle scuole di Altos Hornos di Vizcaya, dove i Fratelli de la Salle e le Figlie della Croce hanno insegnato ed educato i figli e le figlie dei lavoratori dell'azienda. Ma la bella cappella rispose ad una vocazione più aperta e divenne parrocchia...
L'Eucaristia è stata presieduta da Kerman, vicario episcopale della zona, accompagnato da José Antonio, sacerdote nativo di Sestao e da José Mari Delclaux che si trova attualmente a Sestao e ha sempre avuto un grande legame con le Figlie della Croce.
Nell'omelia sono stati ricordati molti eventi della storia vissuti in questi 50 anni e nei precedenti.... Si è ringraziato Dio per tutta la vita, tutta l'opera pastorale, tutto l'inserimento nella Diocesi e soprattutto fra questa gente semplice e laboriosa che è Sestao, perché la vocazione di aprire la cappella è applicabile a tutto questo popolo, che ha accolto tante persone provenienti dalle diverse regioni della Penisola.
Sono state ricordate tante persone: sacerdoti, religiosi e religiose, laici impegnati e anche non credenti, ma della stessa linea spirituale, che hanno reso possibile la vita e il lavoro svolto in questi anni.
Dà gioia vedere come la vita pastorale, la missione dell’insegnamento, è ancora viva e noi siamo presenti nell'affetto e nella preghiera, anche se le suore hanno lasciato Sestao già da qualche anno.
Ringraziamo il Signore della Vita e della Storia e tutti coloro che hanno reso possibile questa celebrazione.

 

(Maite Heredia)

Comunità delle Figlie della Croce a Los Arcos
Nov 25, 2019
  

La comunità di Los Arcos attualmente è formata dalle suore: Mª Pilar Artazcoz, Nekane Alkain, Nati Josué, Teresa Miguel e Milagros Asensio.

La comunità fu aperta il 24 giugno del 1979.

All'inizio c’è stato un momento politico piuttosto difficile. Nel municipio c'erano persone che avevano votato perché non ci fossero le Figlie della Croce.

Encarna Sanz andava nelle scuole per fare la catechesi. La casa era una casa di accoglienza completamente aperta dalla mattina alla sera e la gente veniva a pregare Sant'Andrea. Dopo le lezioni, i bambini venivano a fare i compiti, i teatri, ecc. e nei giorni festivi, disegnavano e dipingevano. Si formò un gruppo di bambini cantori. Furono accolti degli immigrati e ricevettero lezioni per imparare a leggere e scrivere. Era una casa veramente aperta, anche ai parenti delle suore che andavano là a passare l'estate.

Milagros fece il suo tirocinio in quattro villaggi.

Questo era un mezzo per evangelizzare e lasciarsi evangelizzare da questa gente così semplice e buona.

In questo momento le suore visitano i malati, accolgono i pellegrini, partecipano alla liturgia parrocchiale e alla catechesi. Durante la Quaresima un gruppo di persone sale ogni giorno il Calvario pregando la Via Crucis, come faceva, a suo tempo, il nostro Sant'Andrea. Collaborano alla celebrazione della Parola e portano la comunione alle persone anziane. Alcune persone vanno da loro quando devono uscire di casa per delle commissioni e non hanno nessuno a cui lasciare i loro ammalati. Suor Teresa svolge attività di volontariato nella casa di riposo: artigianato, gite con i nonni e organizza le attività per gli altri volontari. Partecipano anche ad un Gruppo della Parola: ascolto della Parola, condivisione e preghiera a partire dalla Parola...

COMUNITÀ DI LIMPIAS
Oct 23, 2019
  

Approfittando dell’estate, siamo andate a visitare le Suore di Limpias (Cantabria) e conoscere un po’ di più la loro storia. Le Figlie della Croce sono presenti in questo paese dal 1861 e le Suore oggi sono: Suor Isabel Galindo e Suor Consuelo Izquierdo. Fin dagli inizi, si sono dedicate all’insegnamento, soprattutto delle bambine più povere. Le Figlie della Croce vennero là perché alcuni signori avevano chiesto delle religiose per dedicarsi a loro, in modo tale che la casa divenne ciò che più tardi sarà un collegio. Le suore si dedicavano attivamente alle attività scolastiche ed extrascolastiche organizzando delle feste nel villaggio, dedicandosi alla catechesi per i bambini, ecc… Il 21 giugno 2000, la scuola è stata chiusa e la casa venduta al Governo della Cantabria per diventare oggi una casa di riposo. Le suore erano solite andare a visitare gli anziani, portare loro la comunione, rispondere ai loro bisogni, ma anche partecipare alle attività della Parrocchia. È il lavoro che fanno attualmente. Ogni epoca ha avuto la sua evoluzione, organizzavamo dei viaggi a Lourdes, a Fatima ed anche in altri luoghi. La gente si ricorda con affetto questa epoca, ma ora la nostra missione è diversa. La festa del paese si celebra nel giorno dell’Esaltazione della Croce con un triduo. La devozione al Cristo di Limpias è molto radicata nel popolo. Molta gente viene anche da fuori lungo tutto il corso dell’anno. Attualmente le Suore aiutano in Parrocchia, fanno parte del consiglio parrocchiale, visitano gli ammalati e la casa di riposo che in un tempo fu la loro scuola. Per ora, continueranno ad essere testimonianza stando vicine al popolo; perché la gente che non le conoscono, le possano conoscere.

 

L'articolo è pubblicato integralmente

Famiglia Figlie della Croce
Oct 23, 2019
  

Il 6 luglio 2019 è stata una bellissima giornata durante la quale abbiamo potuto vivere un incontro
Suore e Laici nel desiderio di camminare insieme nella ricerca di ciò che chiamiamo FAMIGLIA
FIGLIE DELLA CROCE. Questo incontro è stato pieno di gioia e di speranza. Con la certezza della presenza dello Spirito Santo che dinamizza la sua Chiesa e la nostra Famiglia, abbiamo potuto sentire una nuova Pentecoste.

Susana ci aveva detto che cosa avremmo fatto e non era altro che “conoscerci un po’ di più”,  condividendo ciò che ciascuno vive, nel suo luogo, con le sue esperienze, le sue particolarità donando la sua vita e vivendo tutti il carisma di insegnare e guarire compiendo ogni specie di opere buone. E qui è dove siamo tutti uniti attraverso il nostro Battesimo.

Abbiamo parlato di futuro, della nostra visione, di come uscire all’incontro fra di noi e anche all’esteriore dando delle risposte, come fecero i nostri fondatori.

Se dovessi riassumere questo incontro, lo farei con il Salmo 125 «Il Signore ha fatto grandi cose con noi e noi siamo nella gioia». Questa gioia e l’intercessione di Sant’Andrea e Santa Giovanna Elisabetta, ci aiutino ad avere coraggio e a rischiare la nostra vita per portare il Vangelo a tutti.

L'articolo è pubblicato integralmente. (In spagnolo)

Incontro a Los Arcos
Dec 6, 2018
  

Dopo l’estate, l’inizio dell’anno scolastico ha segnato questo incontro. Per realizzarlo, abbiamo scelto un luogo veramente particolare per la Congregazione delle Figlie della Croce: Los Arcos.

Siamo arrivati, ciascuno secondo il suo ritmo, e ci siamo sistemati nella casa di Sant’Andrea. L’incontro è stato molto familiare, e ci siamo sentiti a casa nostra. L’accoglienza da parte della comunità è stata molto calorosa e molto gentile lungo tutto il tempo.

Appena arrivati e dopo lo scambio delle ultime notizie, abbiamo cominciato il lavoro. Alcuni argomenti al mattino e altri nel pomeriggio ci hanno aiutato nella riflessione, per prevedere i cammini che vogliamo percorrere, i passi che vogliamo fare e dove vogliamo arrivare… Quasi niente…

Dopo il lavoro, verso le 18e30, siamo usciti verso la strada della Via Crucis. Cammino e preghiera che Andrea Uberto faceva ogni giorno durante la sua permanenza in questo villaggio.

Malgrado il vento e un gregge di pecore che sono uscite sul nostro cammino, siamo arrivati fino alla piccola cappella. Questo fu un momento di lettura e di silenzio ben quilibrati. Un momento per la riflessione e per motivarci nel nostro cammino.

La domenica, dopo lo scambio e dopo aver fissato le date per gli incontri successivi, abbiamo condiviso l’Eucaristia con il popolo di Dio.

E siccome non si poteva fare diversamente, abbiamo finito con un saporito pasto con le suore e con un buon dessert.

Grazie mille alla comunità di Los Arcos per la vostra accoglienza!

 

 

 

70, 60 e 50 anni di Consacrazione Religiosa
Sep 29, 2018
  

L’Eucaristia è stata al centro della celebrazione dei 70, 60 e 50 anni di Consacrazione Religiosa delle nostre Sorelle che hanno rinnovato con gioia il loro Sì alla sequela di Gesù, Luce del mondo, Risorto e Vivente nella nostra storia. Insieme hanno ringraziato per la Vita, per la Fede ricevuta in dono nel Battesimo e vissuta nella semplicità della famiglia, così come tutti questi anni vissuti nella “Comunità-Congregazione” di Figlie della Croce.

Nel momento delle offerte, le Sorelle hanno portato all’altare alcune barchette che rappresentano la loro vita ed esprimono il loro grazie per i doni ricevuti sia materiali che spirituali.

Hanno presentato anche Spirito e Vita e l’ultimo Documento del Consiglio di Congregazione, con il desiderio che la nostra ricerca regionale degli ultimi anni ci aiuti ad attualizzare e vivere il Carisma nell’oggi della Chiesa e della società.

Una foto dei Marsillys ha espresso il nostro bisogno di vivere in modo permanente lo spirito del primo incontro di Sant’Andrea e Santa Giovanna Elisabetta.

In ultimo, hanno offerto il pane e il vino, supplicando non manchi in nessun luogo il pane matrriale né il sostentamento spirituale.

1948

Suor Natividad Sanz

Suor María Luisa Izura

1958

Suor Mª Carmen Arribillaga

Suor Isabel Dañobeitia

Suor Celia Lasanta

Suor Natividad Josué

1968

Suor Tomasita Etxaide

Suor Mª Rosario Aranzadi